Luigi

Luigi | Jacopo Siccardi

Luigi:
“Come butta ragazzi? Il mio nome é Luigi Restagno, Lu per gli amici. Vivo in un condominio giù alla Falchera e il parco è il mio territorio (guai entrarci senza il mio permesso). Sono fidanzato con Bambola e, anche se non lo ammetterò mai davanti a nessuno, ne sono davvero innamorato (se uno solo di voi prova a dirglielo o a raccontare in giro questa cosa dovrà vedersela con me!). I miei amici sono Capoccia, quella stordita di Palace, Fela, che anche se non sembra troppo sveglio è un tipo a posto, e quell’imbranato di Andrea che passa tutto il tempo sui libri e porta quel ridicolo paio di occhiali. Certo, sono tutti un po’ scapestrati, a parte la mia bella Bambola, ma dopo tutto sono i miei amici, la mia truppa, mi sentirei solo se non li avessi intorno. Per questo permetto loro di venire nel MIO parco. Abbiamo anche fatto una colletta per comperare una radio da portarci sempre dietro, l’ho trovata da un tizio che ho conosciuto vicino ai Murazzi, uno che vende cianfrusaglie di seconda mano e smercia l’erba che coltivo nel sottoscala di casa mia (spero che mio padre non legga sta roba sennò mi ammazza)”.

Jacopo Siccardi:
“Salve a tutti! Sono Jacopo e mi sto diplomando all’Accademia dello Spettacolo di Torino. Ho praticato scherma per dodici anni e frequentato il liceo Scientifico Informatico Marie Curie di Pinerolo. Dopo l’esame di maturità mi sono reso conto che quella non era la mia strada. Mi sono avvicinato all’Accademia per il canto, ma dopo due anni anche danza e recitazione mi hanno appassionato.
Luigi, il mio personaggio, è un ribelle ma non un bulletto qualunque. Il suo atteggiamento e il suo carattere scontroso sono dovuti in parte all’educazione severa e rigida dei suoi (sua madre è una maestra delle medie mentre suo padre è un impiegato al catasto) ed in parte al timore di non essere all’altezza delle aspettative delle persone che gli vogliono bene. È proprio questa paura nascosta che porta Luigi ad assumere un atteggiamento aggressivo di difesa nei confronti delle persone che lo circondano. Grazie ad Andrea, all’amore per Bambola e ad un aiuto diciamo ‘provvidenziale’ riuscirà a leggere in se stesso, a vincere le sue angosce e a riconoscere i suoi errori”.

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