Gli Autori

Alessandro Avataneo

Alessandro Avataneo
Allievo di Alessandro Baricco e Abraham Yehoshua, del candidato all’Oscar Guillermo Arriaga e del critico letterario Harold Bloom, ha una laurea in Relazioni Internazionali e diplomatiche, un master biennale in Tecniche della Narrazione alla Scuola Holden e un secondo master in Digital Entertainment, Animazione e CGI per il cinema.
Regista e autore, è stato assistente alla regia di Gabriele Muccino e Michael Ballhaus, ha realizzato un lungometraggio, documentari e corti presentati in numerosi festival internazionali, spettacoli teatrali e un romanzo, “Una Storia delle Colline” (Federico Motta, 2009). In teatro ha collaborato con Gabriele Vacis e Roberto Tarasco allo Stabile di Torino. Tra i committenti dei suoi lavori il ministero per i Beni Culturali, La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte, RAI, l’emittente americana ByuTV, FIAT, la Biennale di Architettura olandese e il Governo del Limburg, di cui è stato consulente per le politiche culturali dal 2008 al 2010.

Cosa dice di 6comeNoi:
6comeNoi è il risultato di un metodo di lavoro sviluppato negli anni che ho definito “Teatro Fusionale della Caccia”. Il metodo consiste nell’andare a caccia di una storia vera che contenga un messaggio forte, da risvegliare nella coscienza collettiva per mezzo di una narrazione articolata in molte forme: cinema, musica, letteratura, danza, teatro, documentario – e fondere il tutto con la realtà.

I personaggi di 6comeNoi sono stati inventati per raccontare la storia di Fratel Luigi, ma poi li abbiamo cuciti addosso ai 7 artisti che abbiamo scelto, come un vestito su misura. I personaggi quindi vivono oltre lo spettacolo, nella vita quotidiana, tramite performance urbane, flashmob, videoclip ambientati tra Torino e le Langhe di Fratel Luigi, esplorando anche le nuove possibilità narrative dei Social Network.

Seguire il progetto 6comeNoi significa abitare una rete di scambi in continua evoluzione. C’è il musical dal vivo, che inizia come un film, prosegue come un reality show, poi si trasforma in musical classico, e finisce come un concerto. Ci sono i videoclip su YouTube, le canzoni alla radio e su iTunes, c’è il blog con le storie dei personaggi e c’è lo smartphone, dove si può ricevere il tweet di uno di loro che dice di aver avvistato un UFO alla Falchera.

A quel punto è la storia che va a caccia del suo pubblico: rimbalzando su ogni mezzo di comunicazione lo avvolge, fino a diventare parte della sua realtà quotidiana.

Tiziano Gaia

Tiziano Gaia
Nato a Torino da una famiglia originaria di Castellinado, dopo essersi occupato per quasi dieci anni dei progetti del movimento internazionale Slow Food, nel 2009 ha dedicato un anno all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, lavorando a fianco di un gruppo di detenuti coinvolti nel progetto sociale Pausa Café. Lì ha conosciuto Christian Kouabite, col quale nella primavera 2010 ha intrapreso il viaggio in Camerun che dà spunto al suo primo libro, Puoi chiamarmi fratello (Instar Libri). Si è anche occupato di promozione del territorio, dirigendo la rivista storica “Roero. Terra ritrovata”. Questo è il suo primo lavoro teatrale.

Cosa dice di6comeNoi:
È stato un cammino avvincente, iniziato per caso (mi avevano chiesto di scrivere un libro su Fratel Luigi!) e proseguito con una carica crescente di energia, come un’onda che parte pigra dal largo e, man mano che si avvicina alla costa, si gonfia e prende velocità, finendo col travolgere – positivamente! – tutto ciò che incontra.
6comeNoi è stato un piccolo tsunami dell’anima, anche perché, mentre eravamo al lavoro sul personaggio centrale di Fratel Luigi, abbiamo percepito tutti di essere entrati in una dimensione strana, dove le cose a volte accadevano e basta, altre volte invece sembravano guidate da un “lato buono della forza” che permeava l’intera compagnia…
Ok, ora basta, se no penserete che mi abbia dato di volta il cervello, come accaduto a Mel Gibson mentre girava The Passion.
Cosa posso ancora dire? Che ho imparato un sacco di cose, per esempio che il meneito è un passo di danza e non un cocktail, che un dimmer è altra cosa dal cluster, e che nel mondo del Musical le attrici si chiamano obbligatoriamente Giulia.
Scherzi a parte. Ogni tanto mi chiedono se ci sono stati momenti di difficoltà. Io tendo a rispondere che ci sono stati momenti tranquilli in mezzo a un mare di problemi. E all’interlocutore che di solito, a questo punto, mi guarda perplesso, dico che bisogna diffidare di quando le cose vanno bene, perché sono proprio le difficoltà la prova che il cielo apprezza ciò che stiamo facendo.
Vorrei che quest’ultima frase fosse mia, ma non lo è. Non è nemmeno di Mel Gibson. Me l’ha riportata un amico, dicendomi che è di San Giuseppe Benedetto Cottolengo.

Adesso però… veniteci a vedere!

Paolo Gambino
Pianista, tastierista, hammondista, compositore, arrangiatore,sound designer, si diploma in pianoforte nel 1994 presso il conservatorio G.Verdi di Torino. Dal 1994 al 1997 studia composizione con Massimo Bertola presso il conservatorio di Cuneo.
Musicista versatile e profondo conoscitore degli strumenti elettronici, e’ attivo sia nel campo live che in quello in studio.
Tra i lavori discografici sono da segnalare il disco “Six strings soul” di Slep and the redhouse (chitarrista di Francesco De Gregori), “Ciau Turin” di Marco Carena, “Live at Fillmore” dei Disco Inferno”, “Je vivrai sans toi” di Daniela Simmons pubblicata dalla Universal, il cd singolo “Gravita’ 9.81-Dead Inside-Freedom”, registrato con 60/70 Rock Band prodotto dalla Electromantic, il cd/DVD live “Suono” di Eugenio Finardi e il disco d’esordio della cantautrice Roberta Di Lorenzo, prodotto dallo stesso Finardi, in cui partecipa come coautore, tastierista e arrangiatore e direttore delle parti di quartetto d’archi.

Se vuoi saperne di più visita il sito ufficiale di Paolo Gambino! http://www.paologambino.com/home.htm

Cosa dice di 6comeNoi:
Quando Tiziano ed Alessandro sono venuti a casa mia con l’idea definitiva del Musical, il mio primo pensiero è stato: “Non ce la farò mai!”, perché i tempi per la realizzazione erano molto stretti.

A questo pensiero se ne è velocemente aggiunto un altro: “Dopo questo lavoro mia moglie chiederà il divorzio!”, perché starmi vicino in quel periodo era un’impresa impossibile.

Comunque, credo che da lassù Fratel Luigi ci abbia veramente messo lo zampino, perché le canzoni sono nate abbastanza facilmente…e soprattutto io e mia moglie siamo ancora felicemente sposati!

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